Blaluca

Musica, cinema e altre culture. Non sempre e solo dalla scrivania.

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[Railster: The Blaluca Mixtape #13]

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Produttore, autore di remix e mixtape, l’udinese Railster è attivo dal 2000 e ha mosso i primi passi nell’hip hop per poi sperimentare suoni e ritmi elettronici di altra matrice. L’autore dell’album Patchwork Anthems (ReddArmy, 2009) e sorta di direttore artistico della raccolta BEAT.IT ha realizzato il tredicesimo Blaluca Mixtape (che si apre con un remix inedito di un brano di Night Skinny aka TNS). Ma non aggiungo altro perché ci siamo detto molto nella chiacchierata via web. Di seguito trovate il link al mix (cliccando sulla copertina), l’intervista e la tracklist. Buon ascolto e buona lettura.

Qual è stato il tuo ruolo in BEAT.IT? Come è nata l’idea?
L’idea è partita da Gabriele Marino di SentireAscoltare, che ha contattato il mio amico Marco (U.X.O.) e gli ha chiesto di fare una compilation sulla scena “wonky” (mi si passi il termine). Marco mi ha girato l’idea e ho cercato di metterla in pratica. Più di un anno fa ho creato un piccolo gruppo su facebook, dove ci teniamo in contatto condividendo le uscite musicali, scambiandoci opinioni, insomma conoscendoci. Anche questo ha influito nella decisione di fare una piccola raccolta, con alcune tracce musicali che potessero dare un aiuto a orientarsi a tutti gli artisti e alle etichette underground, magari anche per iniziare un percorso di approfondimento e di collaborazione. Poi da questa idea embrionale ci sono stati ulteriori sviluppi e tanti amici hanno dato un aiuto senza chiedere un euro. Ho contattato Filippo Aldovini della Error Broadcast che fin da subito si è dimostrato entusiasta dell’idea e mi ha anche dato una mano nella selezione dei brani e nella promozione, poi ho avuto la grande fortuna di incontrare MattB della Made In Glitch che con molta pazienza ha curato il processo di mastering per i brani ricevuti nel suo studio negli Stati Uniti. Io ho raccolto il materiale, ho coordinato tutto il progetto, ho fatto il sito internet. Ma tutto è stato fatto anche grazie al contributo di Fulvio della ReddArmy. Ulteriore menzione va a Chiara “Goose”, che ha curato la parte grafica del progetto, a Simone Zaccagnini, che ha creato l’immagine della copertina, e a Imeji studio, che ha fatto il piccolo video promozionale della compilation che spiega come piegare il booklet.
Hai un background hip hop ma il tuo Blaluca Mixtape spazia in vari ritmi. Già dai tuoi esordi eri interessato ad altri ritmi, anche lontani dall’hip hop, o è una passione che hai sviluppato nel corso del tempo?
La cultura hip hop è sempre stata un contenitore di diversi generi e influenze, da sempre la concepisco così. È stato fondamentale scoprire che Planet Rock era stata campionata dai Kraftwerk, gruppo che non aveva niente a che fare con quanto si è creato negli anni a seguire nel movimento hip hop. Stesso effetto scoprire che il giro di synth di Lose Control di Missy Elliot è uguale a quello di Clear di Juan Atkins (Cybotron). Quindi, cos’è l’hip hop se non una musica di contaminazioni? Di recente ho scritto un post su facebook in cui richiedevo maggiori informazioni sulla collaborazione tra Flying Lotus e Dorian Concept: non ne sapevo niente e la risposta mi ha impressionato visto che mi si diceva che avrei dovuto essere a conoscenza di tutte le ultime uscite, in quanto esperto del genere. Sinceramente non credo che la musica sia controllare i feed rss delle maggiori etichette di musica elettronica. In quel momento mi è sembrato di tornare ai banchi di scuola o davanti alla scena della mamma che ti dice di studiare mentre tu fai altro. È come quelli che fanno “assoli di chitarra metal” e ascoltano dischi di “assoli di chitarra metal”. Figo, no?
Intendi dire che si pretende molto da chi proviene dall’hip hop proprio per la sua natura, ormai assodata, di “genere contenitore”?
No. Credo che spesso ci sia l’idea che il produttore di un determinato genere di musica elettronica ascolti solamente questa particolare musica elettronica. Questo non è vero. Secondo me, in quei casi si tratta solo di invasati di un genere che potenzialmente si perdono le cose più interessanti. Spesso la musica elettronica può differenziarsi anche solo per l’utilizzo di particolari sample anziché di altri, e questo dà l’idea del cambiamento rispetto al passato. Se io mi fossi sempre focalizzato sul “wonky” forse non avrei capito neanche un disco come Butter di Hudson Mo o le ultime produzioni di Rustie. Quindi ascoltare diversi generi credo sia fondamentale.
Lasciando stare rapper e produttori, credi che il pubblico hip hop italiano in media sia davvero aperto all’ascolto di ritmi nati in altri contesti e magari interessato a conoscere altre sottoculture musicali? Anni fa si parlava molto dei “puristi”, oggi quel pubblico si può dire sia maturato?
Non so se si tratti di effettiva maturazione ma sicuramente l’hip hop, per quanto riguarda l’Italia, sta vivendo un buon periodo. Si sente molto l’influenza di generi come la dubstep, basti sentire Salmo che, con la sua Street Drive-in Remix per esempio, ha avuto un ottimo feedback: quasi due milioni di views. Anche la collaborazione tra Fibra e Marracash con Qualcuno normale suona molto fresca. Allo stesso modo tanti altri, come i miei amici milanesi 3 Is A Crowd, o gli Useless Wooden Toys o i Crookers, sicuramente hanno rinfrescato l’hip hop italiano portandolo verso influenze elettroniche. C’è stato anche un ricambio generazionale che ha aiutato gli artisti a spingersi più avanti, trovando dei giovani ascoltatori abituati a generi musicali differenti, meno “puristi” rispetto al passato. Ancora non c’è una grande ricerca da parte degli utenti stessi in diversi sottogeneri legati all’hip hop, ma su questo non mi sentirei di generalizzare, la musica e la ricerca sono sempre legate alla curiosità del singolo individuo. Oggi, rispetto a dieci anni fa, sicuramente ci sono più stimoli, quindi è più facile approfondire con una semplice ricerca su Google. Il pubblico hip hop si è allargato e anche l’offerta è diventata molto varia: mi pare una buona cosa per l’Italia. Nel mio caso, la compilation BEAT.IT è stata recensita da portali hip hop come RapBurger, il che mi ha fatto molto piacere, credevo anche che venisse scaricata maggiormente da utenti esteri, e invece è stato il contrario, tanti download sono proprio venuti da diverse parti d’Italia, e forse anche da computer hip hop.

TRACKLIST
01 Night Skinny – NYC Born (feat. Dre Love) (Railster Remix) (Inedit)
02 Rusko – Dirty Sexy
03 Chris Brown – Look At Me Now (feat. Lil Wayne & Busta Rhymes)
04 Girls – Girls (Baauer Remix)
05 Digi G’Alessio – Juke Skywalker
06 LDFD – Pinheiro
07 B JU – Gobble Gobble
08 Barrington Levy – The Vibes Is Right (Om Unit Edit)
09 Ital Tek – Days Illusion
10 heRobust – Frontman Bandwidth
11 Miqi O. – Honeyboxxx Generation (Leonard Dstroy Remix)
12 Ashanti – Foolish (eLan Remix)
13 Doug E Pillz (Radio Bootleg) (RAJA Remix)
14 Morpheground – Pathological
15 Todd Terje – Inspector Norse
16 Gus Gus – Within You
17 Joy Orbison & Boddika – Mercy
18 Lone – Vulcan Mill Acid
19 Gino Soccio – So Lonely (vinyl)

[Dj Foster: The Blaluca Mixtape #10]

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Dj Foster viene da un piccolo comune della provincia marchigiana. Dal 2009 è resident della radio londinese Sub FM: le sue selezioni vanno in onda ogni lunedì, dalle 15 alle 17. Negli anni si è appassionato a due culture urbane, prima l’hip hop, poi il dubstep: in entrambi i casi ha scelto giradischi e vinili per farne parte. Tralasciando le numerose date italiane, ha suonato a Londra, Bristol, Leeds, all’Outlook Festival, ad Amsterdam ed è stato ospite da GetDarker TV. Collabora costantemente con la Numa Crew (Firenze/Elastica/Erba rec). Per Blaluca ha realizzato un mix assolutamente notturno (e pieno di bassi). Come consuetudine, gli ho rivolto qualche domanda. Di seguito il mix, il decimo della serie, e l’intervista. Buon ascolto e buona lettura.

[The Blaluca Mixtape #10], posted with vodpod

Mai avuto la tentazione di trasferirti a Londra?
Sì, a volte ce l’ho ancora e molti me lo consigliano, spesso. Immagino sia come andare in un ristorante chic dove si mangia stretti, tutti attaccati: tante opportunità in più da sfruttare ma allo stesso tempo tante persone in più che le sfruttano o tentano di farlo. E il senso di questa metafora me l’hanno confermato molti inglesi e/o gente trasferitasi a Londra. Non sto dicendo che mi piace fare il “profeta in patria” e che la “competizione” è una cosa negativa. Anzi, avere a che fare con un mercato più grande, vedere come lavorano altre persone, come e cosa suonano altri dj, così come suonare con questi dj fuori dall’Italia, sono le cose che ti formano di più. Dovrebbero portare a Londra il mare e i portici tipo Bologna per quando piove… a quel punto sarebbe perfetta per me! Hahahaha!
Negozi a parte, come ti procuri i vinili che collezioni?
Da privati, spesso inglesi. Oppure, a volte, da conoscenti che vogliono fare scambi, gente che magari ora suona altra musica o che ha bisogno di soldi. Anche da internet, ovvio: ci sono molti shop sconosciuti che, nonostante non siano specializzati in bass-music, tengono qualcosa del genere. Basta cercare. Mi ricordo una volta, su un forum, un ragazzo mise in vendita una collezione smisurata di dubstep perché aveva bisogno di soldi per il matrimonio: giuro, quando ho letto il motivo (e i titoli dei dischi) avrei voluto chiamarlo e dire “stai facendo l’errore più grande della tua vita” (lol). Mi ricordo per esempio il DMZ 008, lo presi anni fa da un negozio australiano, penso fosse davvero una delle ultime copie non usate in circolazione, non ne ho più viste. Dead man walking invece lo trovai a Bologna da Disco D’oro, messo come ultimo nella sezione dubstep, quando online tutti lo cercavano.
Come e quanto ha inciso il tuo passato da turntablist sullo stile con cui mixi oggi?
Ha facilitato le cose, avevo già molta confidenza col vinile e nel passare velocemente da un disco a un altro. Questo aiuta, e non poco, quando per esempio si vuole fare una selezione veloce o un 3 decks set. In ogni caso, l’unica cosa che forse incide sullo stile con cui mixo oggi è la reazione delle persone che mi ascoltano.
Hip hop e dubstep: dalla tua esperienza, ci sono qualità dell’uno che farebbero comodo all’altro? Mi riferisco a scena e movimento, non all’aspetto musicale.
A me sembra che molte qualità dell’uno stiano già facendo comodo all’altro e viceversa. Fondamentalmente sono due culture underground che nello stesso periodo, o quasi, stanno riscuotendo successo a livelli più alti. Il fatto che usino le proprie rispettive visibilità (in crescita) per auto-alimentarsi a vicenda è segno di una sorta di evoluzione, lo vedo come un bene, se fatto con coscienza, senza perdere i principi di ognuna. Oggi in Italia è palese che l’hip hop sta sfruttando l’ondata della dubstep, vediamo sempre più rapper cantare su basi del genere. Sfruttare non lo dico in maniera negativa, l’ho detto prima: è un bene. Come la dubstep usufruisce della popolarità di artisti come Fabri Fibra, Marracash, Guè Pequeno, Salmo ecc… per cercar di far arrivare a un pubblico sempre più vasto il messaggio “svegliatevi, siamo anni indietro! Serve roba nuova! E sappiate che questa roba che vi piace solo adesso esiste già da tempo!”.
E come reputi lo stato di salute della bass music oggi? Per esempio: sbaglio o, dopo un periodo di esposizione pubblica, sta tornando a essere roba per “quelli del giro”?
Le serate con un piatto solo e soundsystem autocostruiti penso non siano neanche paragonabili alle serate nei club. Nel complesso comunque lo reputo buono, considerando soprattutto evoluzione e popolarità, vedi sopra il rapporto hip hop-dubstep, l’avvicinamento di molti gruppi dub a sonorità più elettroniche, le sempre più numerose serate in giro, il pubblico sempre più vasto. Sulla qualità ovvio, si può solo che lavorare: a volte basterebbe solo informarsi un minimo prima di dare un’etichetta.

TRACKLIST
01 Epitome – Sublife (Dj Madd Remix) (NoMad Records dub)
02 Compa – Security (Area Recordings dub)
03 Content – Osmosis (forthcoming)
04 Core – Rescue room (dub)
05 Lapo Numa Crew – Rah rah rah (dub)
06 Sleeper – Narrow (Chestplate)
07 Ollie303 – Destroy and Rebuild VIP (dub)
08 Noiza – Seppuku (dub)
09 Mala – Eyez VIP (DMZ)
10 Killawatt – Five suns (dub)
11 J Kenzo – Therapy (Tempa)
12 Von D – Fantom (dub)
13 Killawatt & Core – Black Mamba (dub)
14 Biome – Moody (Macabre Unit Digital)

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