Blaluca

Musica, cinema e altre culture. Non sempre e solo dalla scrivania.

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[L'italiano delle telecronache sportive]

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Nel giro di una settimana, complici le coppe europee e il turno infrasettimanale della Serie A, ho guardato varie partite di calcio in tv, circa sei. Al termine di questa full immersion mi sono rimaste in testa alcune espressioni usate dai telecronisti che così concentrate fanno una certa impressione. Tra queste: “ha impattato il pallone”, “sta svestendo la tuta”, “scarica dietro”, “crossa nel mucchio”, “allarga di punta”, “è la spalla ideale” e via di questo passo. Se se si tratta dei commentatori di Sky inoltre, deduco, per contratto devono aggiungere “che bella partita!”. Prima di pubblicare questo breve post ho fatto una ricognizione sul web alla ricerca di qualche spunto in più sul linguaggio delle telecronache sportive. Lasciando stare le tesi di laurea, il documento più interessante che ho trovato è il video che condivido qui di seguito in cui Alfredo Provenzali, voce storica di “Tutto il calcio minuto per minuto”, a suo modo fa capire come e quanto siano cambiati i tempi…

Scritto da blaluca

26 ottobre 2011 alle 10:56 pm

[Nostaglia novanta]

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Beastie Boys, House Of Pain e Cypress Hill (photo © Ricky Powell)

Se un mese fa su Alias parlavo di due libri editi di recente da Arcana – Storia ragionata dell’hip hop italiano di Damir Ivic e Tutto qui. La storia dei Massimo Volume di Andrea Pomini – concentrandomi sul racconto riguardante gli anni ’90 (vedi qui), perché più corposo e più vivo, ieri ho recensito il nuovo album di Wagon Christ (Luke Vibert) edito dalla Ninja Tune, Toomorrow, che non può che suonare classico alle orecchie di chi si è appassionato all’etichetta londinese nata nel 1990 grazie ai suoi dischi di qualche tempo fa – sintetizzando, vedi la formula breakbeat + campioni di ogni sorta + qualche scratch vecchia maniera. Per finire, sempre ieri, la pagina ufficiale dei Cypress Hill su facebook ha annunciato uno show con una “headline molto speciale” per la data all’Arena Civica di Milano il prossimo 12 Luglio: B-Real e soci si presenteranno sul palco – insieme a una miriade di zanzare, meglio dirlo subito – con Public Enemy e House Of Pain.


Non sta succedendo niente di straordinario e ancora non è in corso un vero e proprio revival, solo che tutto così concentrato fa un po’ impressione, specie se uno è nato nella prima metà degli anni ‘70. Certo, prima o poi toccherà pure agli anni ’90 vivere il loro momento di gloria (?), la loro cieca rivalutazione, ma per varie ragioni è ancora presto. Come si può dedurre da quanto scrive Bizarre sull’ultimo numero di Blow Up in un bell’articolo sul cantautorato in Italia (Blow Up # 155, “Songwriting is the new LOUD?” pp. 46-51), siamo ancora alla fase di reazione alla “sbornia di suoni e stili eterogenei di fine ’90”. Inoltre più che ai nati negli anni ’70 tra non molto questo lavoro di rivalutazione toccherà alla generazione nata negli anni ’90, a chi c’era ma non ricorda: il naturale entusiasmo e la prima nostalgia dell’infanzia dovute all’età raggiungeranno il livello giusto per far rimpiangere un po’ a tutti il decennio del crossover (chiamiamolo così). Il problema è che proprio come sta accadendo da un po’ “grazie” alla generazione nata negli anni ’80, tanta indulgenza e poca ironia porteranno a rivalutare qualsiasi cosa – “Drive In era un programma davvero innovativo”. Forse le cose degne sono sopravvissute nel tempo e non hanno bisogno di un revival popolare o di una ripresa con una parvenza di originalità sempre maggiore di quella del concorrente, eh?

[Michele Mazzanti: il suo racconto da Tokyo]

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Visto quanto accaduto in Giappone, Blaluca fa una deviazione dalle consuete rotte cine-musicali. Michele Mazzanti, artista milanese classe ’74 che viaggia spesso verso oriente (e che tra l’altro qualche anno fa ha ricevuto un premio per una sua scultura dalle mani del regista Takeshi Kitano), da poco più di una settimana si trova a Tokyo. L’ho raggiunto via facebook per farmi raccontare quanto sta accadendo da quelle parti. Gli ho fatto un po’ di domande, che ometto. Qui di seguito dunque il racconto integrale di Michele e qualche foto che ha scattato a Tokyo (al volo) col suo smartphone.

Foto di Michele Mazzanti

Erano circa le tre meno un quarto del pomeriggio, stavo a casa, al computer per scrivere qualche mail. La prima scossa è stata molto forte. Già un’altra volta qui in Giappone mi è capitato di sentire una scossa, ma niente di che, quindi all’inizio pensavo fosse una cosa simile. Poi l’intensità è cresciuta sempre di più e non smetteva fino a quando sono cominciate a cascare delle cose in terra, così ho deciso di uscire. Ero al quinto piano, ho preso la giacca e le scarpe (in Giappone si tolgono sempre prima di entrare in casa) e sono corso per strada. Pensavo di essere l’unico invece c’era un bel po’ di gente. Mentre scendevo sentivo negli appartamenti le cose che cadevano e le persone che urlavano. Una volta in strada “al sicuro” ho sentito la terra spostarsi sotto i piedi, salire e scendere, tutto traballava: gli alberi, i lampioni, i palazzi. Un’altra cosa allucinante è stato sentire il rumore del terremoto! Si sentiva solo un suono cupo e il rumore dei palazzi che traballavano. Sto in una zona della periferia ovest di Tokyo (Tanashi) e non ci sono grattacieli ma solo casette e pochi palazzi come quello dove sto. In strada la gente parlava e dal tono si capiva che non era successa una cosa normale. Dopo dieci minuti ho deciso di risalire perché avevo lasciato su praticamente tutto. In casa la situazione era abbastanza normale. Un po’ di cose cadute, un po’ di acqua sul pavimento, una cassettiera che si è spostata di 30cm dalla parete ma niente di rotto. Ho cominciato a sistemare un po’ ma c’è stata una seconda scossa, forte come quella di prima! A quel punto sono scappato di nuovo, leggermente più organizzato di prima. Fatto sta che qui devi trovare sempre almeno il tempo di rimetterti le scarpe!

Foto di Michele Mazzanti

Ho preso la bici e sono andato davanti alla stazione del “paese”. C’era molta gente. Tutti in strada. A un certo punto dal supermercato vicino sono usciti dei commessi e hanno regalato del cibo alla gente. All’inizio c’é stata una gran ressa ma poi si sono messi tutti in fila. Durante il pomeriggio sono tornato a casa diverse volte, ma ogni volta dopo dieci minuti al massimo si rimetteva a ballare tutto. E insomma alle sette di sera un amico mi ha scritto che c’erano già state sessantacinque scosse! Nel frattempo ce ne sono state almeno altre quattro. Ora è mezzanotte e le scosse non sono ancora finite. Sono più leggere ma al quinto piano si sentono tutte e ti tengono sempre allerta. Insomma non ci si rilassa molto. Comunque va detto che qui sono tutti molto organizzati e molto ordinati. Nella casa dove sto ho scoperto che c’è uno zaino sempre pronto per emergenze simili. Per dire, i treni sono bloccati e qui a Tokyo le distanze sono enormi. Così la gente è costretta a tornare a casa a piedi (ho appena letto su fb che un’amica ha impiegato tre ore per rincasare!). Le immagini in televisione sono da esodo ma non ho visto scenate per i treni fermi o per le code. Anche in questa situazione si fa la coda per il taxi (lunghissima) o solo per telefonare dalla cabina (le linee dei cellulari funzionano male, a singhiozzo). Di danni ne ho visti pochissimi. Qualche calcinaccio qua e là e solo un piccolo edificio seriamente crepato ma rattoppato con lo scotch! All’entrata di ogni edificio c’è una classificazione di resistenza ai terremoti. Ci sono otto classi e questo edificio appartiene alla penultima! Ora però vado a stare in un’altra casa, più sicura.

 

Foto di Michele Mazzanti

Foto di Michele Mazzanti

Foto di Michele Mazzanti

Foto di Michele Mazzanti

Scritto da blaluca

11 marzo 2011 alle 5:55 pm

[ERNESTO TEODORO MONETA]

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Segnalo su Il Manifesto un interessante ritratto dell’unico Nobel per la pace italiano, il milanese Ernesto Teodoro Moneta. Insignito nel 1907, Moneta è una figura controversa quanto dimenticata. L’articolo è uscito ieri sull’edizione cartacea del quotidiano; on line si trova qui.

Scritto da blaluca

18 ottobre 2009 alle 11:37 am

[OGGI SCIOPERO]

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Scritto da blaluca

14 luglio 2009 alle 12:00 am

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[NOTA A MARGINE]

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In questo blog non compaiono link che rimandano a wikipedia.

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(Copyright 2009 Rob Matthews)

Scritto da blaluca

8 giugno 2009 alle 3:59 pm

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[Quotes]

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Un reporter ne connaît qu’une ligne: celle du chemin de fer.

Albert Londres


I left everything and everyone, but no one… no one has ever left me.

dal film Guida per riconoscere i tuoi santi

…si torna a Milano.

Scritto da blaluca

15 aprile 2009 alle 12:08 pm

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