Blaluca

Musica, cinema e altre culture. Non sempre e solo dalla scrivania.

Archive for the ‘Altri nomi’ Category

[Altri nomi: Paul Zigfrist]

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In circolazione dallo scorso 26 novembre per Snowy Peach, LLove Is… EP è il primo lavoro ufficiale di Paul Zigfrist: “Ricordo ancora la sensazione – racconta – che mi lasciò Donuts di J Dilla ai primi ascolti: ero spaesato a livello mentale (voci a ritroso, beat sghembi, quella sirena…) ma mi arrivava dritto nell’anima. Discorso simile per Madlib – mi riferisco al primo Beat Konducta: ero affascinato dal modo in cui tagliava i campioni. Anche se questo l’ho capito anni dopo”. La frequentazione attenta di questo hip hop genera in modo naturale nel produttore vicentino classe 1984 un approccio quasi maniacale al soul: “Le voci dei dischi soul mi passano direttamente sottopelle. E suonano benissimo anche pitchandole (in su o in giù, è lo stesso). Il soul più seduto, più lento, dà poi la possibilità di intervenire di più a livello di ritaglio, o almeno questo vale per il mio modo di lavorare. Dato che non amo troppo – o forse sono solo pigro – aggiungere altri strumenti oltre al ‘sample’, cerco di variare il più possibile tagliando il pezzo in decine di parti, anche piccolissime. Inoltre la mia ossessione consiste nel tentativo di tirar fuori tutto il possibile da una stessa canzone: anche a distanza di tempo torno su un pezzo già campionato per vedere se posso usarlo ancora, trattandolo diversamente, tagliando di più. A volte funziona, altre no”. L’EP è appunto saturo di voci soul e non a caso la copertina (di Alessio Magenta e Paul Zigfrist ) rappresenta l’incontro tra il passato e il presente di certa musica afroamericana. Qui il primo video tratto da un brano.

Scritto da blaluca

17 febbraio 2012 alle 8:51 am

[Altri nomi: God Bless Computers]

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The last swan è il nuovo ep di God Bless Computers, alias di Nada, produttore ravennate classe 1984 già parte del duo Delitto Perfetto. Da circa un anno Nada vive a Berlino dove è nato God Bless Computers, nome anche del suo blog/sito dove ha scritto qualche nota sulla produzione di questo ep in free download, qui. Musica che si muove principalmente tra dub elettronico e hip hop astratto ma le influenze sono varie… Buon ascolto!

 

Scritto da blaluca

13 febbraio 2012 alle 11:57 am

[Altri nomi: Mike Doughty]

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All’epoca del loro album d’esordio, Ruby Vroom (Slash/Warner Bros., 1994), anche la critica musicale italiana (con in prima fila Rumore, se non ricordo male) ha incensato i Soul Coughing. E con merito. A più di dieci anni dallo scioglimento del gruppo, il frontman Mike Doughty nelle vesti di cantautore produce ancora musica degna di nota. Il 30 Agosto scorso ha pubblicato il suo quarto album solista, Yes And Also Yes (Snack Bar / Megaforce / Sony RED) ma non avendo alle spalle una grande spinta promozionale se n’è parlato più che altro su blog e siti americani non proprio in vista. Di seguito un paio di video in cui potete ascoltare qualche scampolo dal disco e il primo singolo, il brano che apre l’album, Na Na Nothing.

[Altri nomi: Canya Reial]

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Canya Reial è un beatmaker parigino. La sua serie di beat strumentali Special Weedz vuole rendere omaggio a un’operazione simile compiuta qualche anno fa da un collega ben più noto, gli Special Herbs di Doom, il vecchio MF Doom all’epoca nei panni di Metal Fingers. Il tributo di Canya Reial è esplicito già dall’artwork delle sue raccolte di beat, come questo:

Giunta da poco al terzo volume, la serie è in free download qui. Musica assolutamente consigliata agli amanti dei beat hip hop intrisi di jazz e funk tra i più rari e ricercati e ai patiti di colonne sonore anni ’60 e ’70. L’impronta principale è questa, anche se non mancano campioni da produzioni francesi pop d’epoca ecc… ecc… ecc… Tanti eccetera perché anche se sull’autore in rete circolano poche informazioni concrete – si sa appunto la provenienza e si capisce che gli unici due marchi che ha alle spalle sono Disques Urticants e Chat Blanc Records – di certo si può dire che Canya Reial è uno di quei divoratori e ricercatori di musica a cui è difficile stare dietro. Qui trovate la discografia e a quanto pare le prime produzioni risalgono al 2008. Poi a spulciare il suo myspace, questo, sembra che il Nostro sia attivo dal 1997 (con altri nome d’arte?). Intanto, tra una mezza informazione e l’altra, ecco un video di pessima qualità (perché vecchio?) in cui Canya è alle prese con una MPC e che conferma, se ce ne fosse bisogno, la fondatezza della provenienza: in Francia usano tutti Dailymotion…

[Altri nomi: 1995]

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La cosa nuova del rap francese è un collettivo di super giovani. E così l’entusiasmo intorno al rap tanto per cambiare si rianima grazie a un collettivo. Non è certo una novità per la scena hip hop, specie per quella americana: basti pensare a Wu-Tang Clan, anticon. e ultimamente Odd Future – per citare i primi tre che mi vengono in mente. Questi francesi però oltre a farsi strada in un Paese dove il rap è sempre bene in vista (più o meno come gli Usa), hanno un nome non da poco: 1995, in onore di un anno d’oro per il rap francese. Più in generale erano anni d’oro per il rap tutto ma in Francia il 1995 è stato l’anno dell’uscita di Paris sous les bombes degli NTM, dell’esordio solista di Akhenaton degli IAM, Métèque et Mat, del secondo album degli Assassin, L’Homicide volontaire, della vittoria di MC Solaar al premio Victoire de la Musique come miglior artista maschile dell’anno ma anche l’anno della distribuzione nelle sale de L’odio di Mathieu Kassovitz, film a suo modo epocale, più che mai per una generazione coinvolta senza mezzi termini nell’hip hop. Il primo EP di questi ventenni, La source, è appena uscito, lunedì scorso. Loro sono in sei: Sneazzy, Alpha Wann, Nek le Fennek, Areno Jaz, Fonky Flav’ e Dj Lo’. Cinque mc e un dj. Vengono da Parigi e dintorni. Dal video qui di seguito (ma anche dagli altri, si veda qui) di certo si può dire che i ragazzi sono ancora un po’ acerbi. Ok, si intuisce la volontà di tornare al beat classico anni ’90, ma per ora è pochino. Oltralpe sono molto chiacchierati, specie sulle testate specializzate ma non solo. La segnalazione dunque è meritata più che altro per i buoni intenti: pensare che nel ’95 in media avevano cinque anni, fa una discreta impressione. Restando in attesa del primo album intanto si può dire che in Francia la generazione de L’odio ha fatto arrivare il messaggio ai più giovani.

[Altri nomi: Reggie Watts]

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Reggie Watts (photo © Noah Kalina - http://www.noahkalina.com/)

La prima volta che ho avuto a che fare con Reggie Watts (1972) è stato anni fa, credo fosse il 2004, al fu Rolling Stone di Corso XXII Marzo, Milano, prima di un live dei Pharcyde. Lo show non annunciato di questo one mand band ai più sconosciuto aveva convinto e coinvolto la stragrande maggioranza dei pochi presenti. All’epoca però non aveva messo in scena questa vena cabarettistica che mostra (vedi il video) da Conan O’Brien prima della performance vocale. Ma, cabaret o non cabaret, di certo il ragazzo sa come intrattenere il pubblico.


genius., posted with vodpod

Insomma al Rolling Stone era stato tutto così (vedi quest’altro video) e aveva tenuto il palco per quasi un’ora stampando il sorriso sui presenti e strappandogli applausi convinti. Il suo album d’esordio solista, Simplified (2004), aveva però poco a che vedere con i suoi live dunque aveva deluso. Difficile d’altronde ricreare su disco l’impatto di queste performance che si muovono tra beatbox, rap, soul, funk, giochi vocali in loop, ironia e via così.

Visto lo stato di salute che dimostra di avere ancora oggi – guardatelo al SXSW qualche mese fa in un live in cui fonde alla grande lo spirito di black vocalist a quello di intrattenitore – ora c’è solo da sperare che torni presto da queste parti.

Scritto da blaluca

24 giugno 2011 alle 11:33 am

[Altri nomi: Pablo Dacal]

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Di Pablo Dacal (1976), il cantautore pop porteño, avevo già parlato qui e qui. Mai di un suo album solista. El Progreso è il terzo capitolo della sua discografia, il primo senza la Orquesta de Salón, ed è appena uscito in Spagna e buona parte dell’America del Sud tramite l’etichetta Ojo! Música. Il produttore del disco è il musicista, compositore e cantante (sempre argentino) Ezequiel Cutaia e tra gli ospiti figurano Fito Páez (voce, piano Rhodes e Moog nella beatlesiana Lo que está sonando), Palo Pandolfo, Fernando Samalea e Xóel López. Dieci canzoni intime ma pop, narrative ma con qualche traccia di psichedelia, romantiche ma animate anche da uno spirito critico. Dacal la definisce semplicemente “canción porteña” di un cantautore viaggiatore, tanto per non iscriversi in nessun filone e nel contempo non rinnegare l’influenza della musica d’autore argentina, americana ed europea. Di certo El Progreso pone Dacal in primo piano sulla scena della nuova canzone argentina, anzi lo conferma esponente di punta, come stanno dimostrando le prime reazioni della stampa. Se la versione argentina di Rolling Stone ne parla con entusiasmo quella di Les Inrockuptibles – in Argentina Los Inrockuptibles – addirittura scrive: “un Gainsbourg rioplatense che assorbe i rumori portuali e trasforma tutto in canzone”. Gli amanti di rock e cantautorato indipendente – non allineato – non potranno che apprezzare.

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