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[Fatboy Slim: intervista]

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La seguente intervista a Fatboy Slim è stata pubblicata su Alias del manifesto di sabato 30 giugno 2012 (Alias ANNO 15 – N.26), a pp.10-11 con il titolo “La seconda vita di Fatboy Slim”. Ho intervistato il dj/produttore/remixer via web alla vigilia della data torinese del Kappa Futur Festival di sabato scorso.

Innanzi tutto si tratta del tuo primo live a Torino. Conosci la città?
Ho sentito che è una bellissima città, piena di gente sexy e pazza che adora le feste e ha voglia di sballarsi e ballare come matti. Staremo a vedere…
Partiamo dai tuoi inizi: hai fatto parte di più band ma quanto l’esperienza fatta con gli Housemartins tra il 1985 e il 1988 ha influenzato la tua carriera solista?
Ho imparato molto da quell’esperienza, per esempio come funziona il mercato musicale e come farsi notare sul palco. Inoltre ho realizzato che funzionavo meglio come dj che come bassista!
Quali esperienze hanno influito sul tuo passaggio dalla carriera di musicista in una band a quella solista di dj?
Avere visto Grandmaster Flash di supporto ai Clash mi ha veramente cambiato la vita (si tratta del tour dei Clash del 1981, quando Fatboy Slim aveva diciotto anni, ndr). Mentre avere visto i miei vecchi amici dj, come i Coldcut e Cj Mackintosh, tirare fuori hit pop mi ha fatto chiedere come mai non ero fedele alla musica che davvero amavo.
A proposito di Grandmaster Flash: l’hip hop è stato appunto una tua fonte di ispirazione. Pensi che sia la cultura che meglio rappresenta i tempi moderni?
Guarda, faccio davvero fatica a relazionarmi con l’hip hop americano di oggi. Non chiamo le donne “bitch”, non sparo alla gente e non muoio dalla voglia di avere una Lexus nuova di zecca. L’hip hop che amo era quello dei party musicali, un ruolo che ora sta assolvendo la musica elettronica, l’house.
E cosa ti piace e cosa non ti piace della musica dance elettronica di oggi?
Non mi piace che sia troppo commerciale e che tutti si fermino ai soliti settaggi soft dei sintetizzatori. Mi piace invece che prenda piede in nuovi posti in giro per il mondo e stia rinascendo in America. Ma la cosa che mi piace di più è che continuano a invitarmi ai party!
Quali sono a tuo avviso i ritmi elettronici più interessanti al momento? Per esempio ti piacciono dubstep e juke?
Mi piace l’aspetto produttivo del dubstep ma non ho ancora capito come si balla! Riguardo il juke, non riesco proprio ad averci a che fare. Tieni presente che il mio ritmo preferito al momento è la cumbia!
Riformerai mai una band?
No. In quanto dj sto molto di più a casa, inoltre non sono mai stato un musicista o un cantautore molto bravo. Mi ci sono voluti quindici anni di tour per realizzare che la gente si esaltava di più quando suonavo i dischi piuttosto che la chitarra…
In effetti a vedere i video dei tuoi live set, deve essere incredibile stare lì di fronte a così tanta gente che balla…
Sì, è la storia più incredibile! Ma cerco di non pensarci molto. In quei momenti mi lascio contagiare e tento di andargli dietro con la musica. Non faccio altro che seguire la corrente e cercare di indovinare dove la gente vuole andare. Se pensassi troppo sarei distratto e finirei per commettere degli errori.
E cosa rende un tuo dj set ideale?
Gente sexy e pazza che adora le feste e ha voglia di sballarsi e ballare come matti. Vedi sopra…
Passiamo all’arte del remix: da grande esperto in materia, che fase credi stia attraversando questa “pratica”, il cui concetto nel corso degli ultimi anni si è evoluto?
Ha quasi raggiunto la totale democrazia. Chiunque ormai può permettersi di maneggiare l’elettronica anche perché su internet sono disponibili molte a cappella e molte parti del pezzo. Inoltre chiunque può condividere il proprio lavoro senza coinvolgere case discografiche, pubblicizzarlo utilizzando youtube e soundcloud per esempio. Prima il remix era uno strumento promozionale, ora è la maniera con cui la gente riscolpisce i brani musicali a seconda dei propri bisogni e desideri.
E c’è un artista di cui vorresti remixare un brano e ancora non hai avuto modo di farlo?
Mi sarebbe piaciuto provarci con Al Green: ha la voce più soul del creato!
Da dove prendi ispirazione per trovare e selezionare i tuoi campioni?
Una volta dai mercatini dell’usato e dai magazzini americani ma di questi tempi pesco dai blog…
Se potessi sceglierne uno, qual è il brano per eccellenza di Fatboy Slim e perché?
Penso che Rockafella Skank in qualche modo riassuma tutto: il groove malato, la ripetizione e un climax esagerato che al tempo ha infranto un bel po’ di regole… ho dovuto combattere con la casa discografica per mantenere inalterato il radio mix, dicevano che avrebbe sconvolto la gente.
Per concludere, tre domande secche. La prima: qual è il tuo disco da isola deserta?
What’s Going On di Marvin Gaye.
Cosa stai ascoltando ora sul tuo iPod?
Sto ascoltando del merengue e un po’ di Bob Marley.
Come è successo che Christopher Walken sia finito a ballare nel video di Weapon of Choice?
Be’, Spike Jonze ha un’agenda favolosa!

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