[Rassegna Argentina vol.9]
Di seguito la consueta rassegna stampa argentina. Qui la precedente.
Questa rubrica è nata non solo sulla spinta di un legame personale che ho con l’Argentina ma anche per rendersi conto dello spazio che la stampa italiana dedica a un Paese stretto parente del nostro e attento a preservare parte della nostra cultura. La rassegna stampa di oggi conferma l’occhio di riguardo per Buenos Aires e dintorni degli inserti de La Repubblica. Su Il Venerdì del 5 Agosto scorso (n° 1220) alle pp. 52 – 54, il giornalista e fotografo Valerio Bispuri firma l’articolo ‘Hotel Argentina’ redatto in occasione del centesimo compleanno dell’edificio nato per ospitare l’Hotel de los Emigrantes di Buenos Aires: “Tre piani, centro metri di lunghezza e una superficie di oltre diecimila metri quadrati che accoglieva chi sbarcava nel Paese dopo aver attraversato l’oceano in nave per oltre un mese”. La storia dell’edificio – e delle sue funzioni che hanno camminato a braccetto con le vicende argentine – racconta prima di tutto di un popolo di migranti, specie italiani e spagnoli, approdati in cerca di fortuna nel “mondo nuovo”. A più riprese abbandonato l’Hotel è stato anche sede di uffici amministrativi, feste private, di “un piccolo museo in ricordo di tutti i ‘nuovi argentini’” (ospitato in una sola stanza) e, dalla fine della dittatura in poi, dell’Ufficio centrale per l’emigrazione. Il progetto attuale è quello di trasformarlo in un “un vero museo, più moderno, che racconti finalmente la storia di milioni di uomini e donne”.
Di emigrazione scrive anche Bruno Arpaia per segnalare sull’inserto Domenica de Il Sole 24 ore di ieri, 28 Agosto, l’uscita italiana di Una volta l’Argentina: l’autore, Andrés Neuman (1977), racconta le sue origini, la storia di “una famiglia ebrea con apporti creoli e perfino francesi, fatta di militanti, commercianti e musicisti […]”. Il libro è del 2003 ma appare ora in Italia grazie all’editore Ponte alle Grazie. “La sua storia [di Neuman], è allo stesso tempo la memoria della nazione […]” sottolinea Arpaia.
Tornando agli inserti de La Repubblica: su D di sabato 27 Agosto Alberto Giuliani firma un reportage esclusivo (‘La verità senza copione’, pp. 54-66) da Buenos Aires in cui scende in strada, tra chi la abita costantemente o è semplicemente di passaggio, affiancato dai tre attori protagonisti de Il segreto dei suoi occhi, premio Oscar come migliore film straniero del 2010. Il racconto di Ricardo Darin, Soledad Villamil e Guillermo Francella, tre attori tanto famosi quanto vicini al popolo – da dove vengono – diventa un ritratto sociale e storico del Paese, tra crisi, dittatura, nuova presidenza e tango, naturalmente. Tango che troverete citato su molte testate in questi giorni visto che sono in corso le finali del Mundial del Tango: si veda sul sito de Il Corriere della Sera, qui, per esempio.

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22 ottobre 2011 alle 3:30 pm