Blaluca

Musica, cinema e altre culture. Non sempre e solo dalla scrivania.

[Nostaglia novanta]

with 2 comments

Beastie Boys, House Of Pain e Cypress Hill (photo © Ricky Powell)

Se un mese fa su Alias parlavo di due libri editi di recente da Arcana – Storia ragionata dell’hip hop italiano di Damir Ivic e Tutto qui. La storia dei Massimo Volume di Andrea Pomini – concentrandomi sul racconto riguardante gli anni ’90 (vedi qui), perché più corposo e più vivo, ieri ho recensito il nuovo album di Wagon Christ (Luke Vibert) edito dalla Ninja Tune, Toomorrow, che non può che suonare classico alle orecchie di chi si è appassionato all’etichetta londinese nata nel 1990 grazie ai suoi dischi di qualche tempo fa – sintetizzando, vedi la formula breakbeat + campioni di ogni sorta + qualche scratch vecchia maniera. Per finire, sempre ieri, la pagina ufficiale dei Cypress Hill su facebook ha annunciato uno show con una “headline molto speciale” per la data all’Arena Civica di Milano il prossimo 12 Luglio: B-Real e soci si presenteranno sul palco – insieme a una miriade di zanzare, meglio dirlo subito – con Public Enemy e House Of Pain.


Non sta succedendo niente di straordinario e ancora non è in corso un vero e proprio revival, solo che tutto così concentrato fa un po’ impressione, specie se uno è nato nella prima metà degli anni ‘70. Certo, prima o poi toccherà pure agli anni ’90 vivere il loro momento di gloria (?), la loro cieca rivalutazione, ma per varie ragioni è ancora presto. Come si può dedurre da quanto scrive Bizarre sull’ultimo numero di Blow Up in un bell’articolo sul cantautorato in Italia (Blow Up # 155, “Songwriting is the new LOUD?” pp. 46-51), siamo ancora alla fase di reazione alla “sbornia di suoni e stili eterogenei di fine ’90”. Inoltre più che ai nati negli anni ’70 tra non molto questo lavoro di rivalutazione toccherà alla generazione nata negli anni ’90, a chi c’era ma non ricorda: il naturale entusiasmo e la prima nostalgia dell’infanzia dovute all’età raggiungeranno il livello giusto per far rimpiangere un po’ a tutti il decennio del crossover (chiamiamolo così). Il problema è che proprio come sta accadendo da un po’ “grazie” alla generazione nata negli anni ’80, tanta indulgenza e poca ironia porteranno a rivalutare qualsiasi cosa – “Drive In era un programma davvero innovativo”. Forse le cose degne sono sopravvissute nel tempo e non hanno bisogno di un revival popolare o di una ripresa con una parvenza di originalità sempre maggiore di quella del concorrente, eh?

About these ads

2 Risposte

Iscriviti ai commenti con RSS .

  1. Non posso che essere totalmente d’accordo. Davvero un bel post.

    Aldo

    5 aprile 2011 at 1:42 pm

  2. Più che altro davvero una bella foto: è storia!

    blaluca

    5 aprile 2011 at 6:32 pm


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: