[Andrea Mi: The Blaluca Mixtape #4]
Torna The Blaluca Mixtape, la serie di mix prodotti da dj e producer, giornalisti e speaker radiofonici appositamente per Blaluca. Siamo arrivati al quarto capitolo (qui il precedente) e stavolta mi sono affidato ad Andrea Mi, giornalista e dj leccese di stanza a Firenze. Andrea da molti anni si occupa di cultura digitale, video, musica e graphic design, è voce storica di Controradio (Popolare Network) – molti lo conoscono per il suo programma Mixology, From Dub To Club -, è direttore artistico di Screenmusic e Citymix, due festival sulle nuove culture elettroniche che si tengono a Firenze, e collabora con molti altri festival dedicati alle arti digitali (Videominuto, Loop, Nextech, Freeshout, Streamfest). Con Jaka cura la reggae night dell’Auditorium Flog, Vibranite. Data la sua sapienza dub abbiamo deciso di non ignorare il trentennale della On-U Sound. Il suo mix è dunque un viaggio nel dub con partenza dai territori On-U Sound e qualche dovuto excursus in zona bass music: DUBOLOGY, from dub to club. Al solito sotto la traccia audio trovate un’intervista ad Andrea e la tracklist del suo mix prodotto apposta per questo blog. Stavolta abbiamo anche un artwork originale, a cura di Massimo Pasca. Buon ascolto e buona lettura.
[Andrea Mi: The Blaluca Mixtape #4], posted with vodpod
Il tuo mixtape comincia con tre brani marchiati On-U Sound, di cui quest’anno ricorre il trentennale. Tu hai anche avuto modo di incontrare Adrian Sherwood, che non rilascia molte interviste. Quale pensi sia l’importanza di questa etichetta?
Credo che la On-U Sound sia, tra le varia label nelle quali Sherwood è coinvolto artisticamente (Pressure Sounds, Green Tea, Soundboy Records), quella di maggiore rilevanza e attualità. Il suo merito principale è quello di aver riaffermato la vocazione del dub a essere un’idea di suono inclusiva che tende ad attrarre, nel suo molle alveolo, geografie sonore anche molto distanti. Il sound mutante architettato da Sherwood in questi 30 anni di collaborazioni e sfide ogni volta nuove ha trovato nel respiro world uno dei suoi elementi costitutivi. Nel frullato sonoro universale che ne deriva ci finiscono groove di piano, sitar indiani, violini e tablas al servizio di una mistica del basso che aggiorna la lezione di certa trance music. Non vedo l’ora di ascoltare le prossime esplorazioni soniche che Sherwood ha da poco registrato in studio con Kevin “The Bug” Martin. Promettono di spingere ancora più lontano il concetto di Future Dub. Il brano con il quale si apre il mix è tratto da Dubsetter, la versione dub di The Mighty Upsetter, l’album co-prodotto da Adrian Sherwood e Lee “Scratch” Perry nel quale i due hanno voluto tornare al mood del Black Ark per declinarlo al futuro. Quel disco è un viaggio interstellare pieno di slanci mistici danzati da quello sciamano di zio Scratch. Un caleidoscopio sonoro ricco e scintillante, dall’alto coefficiente lisergico. Come singoli su 12” white label sono poi usciti i remix firmati The Moody Boyz e Kode9, mentre si trova su un ottimo triplo vinile marchiato Tempa la versione di Exercising dopata da Horsepower verso ritmi sospesi tra UK Funky e Dubstep. Quelle di Guido e Rsd sono due delle tracce remixate dal braccio destro di King Tubby tratte dal nuovo, imprescindibile, progetto della Tectonic di Pinch intitolato Scientist launchs dubstep in outer space mentre Adrian Sherwood torna in tracklist con Jazzwad per remixare gli Easy Star All Stars nella loro interpretazione dei Pink Floyd che vi invito a cercare sulla lussureggiante versione vinilica verde pressata da Easy Star Records. E dato che abbiamo citato il Re, Locks of dub di King Tubby, nella versione in 7” l’ho trovata qualche giorno fa dal mitico Daily Records a Barcellona. Frigge un po’ ma è stratosferica almeno quanto Coming home in dub nella quale il maestro incontra l’allievo Scientist. Quest’ultimo prima rispunta su una classica Never Trouble Dub stampata dalla Jamaican Recordings e poi ispira uno dei gruppi più accreditati a raccoglierne l’eredità: i Dubmatix.
Quanti anni hanno Mixology e Vibranite e qual è stata la loro crescita in questi anni?
Sono entrambe due lunghe storie sulle quali si stanno ancora scontrando varie tesi storiografiche. La Vibranite all’Auditorium Flog di Firenze è partita nel 1991 con i primi concerti reggae che portavano in Italia le grandi star internazionali. Non aveva ancora quel nome e non era un appuntamento a cadenza bisettimanale ma aveva già chiara la vocazione di portare sullo stesso palco le tante variazioni della cultura musicale di radice giamaicana: dal dub al dubstep, dallo ska al rock steady, dal roots alla dance hall. Proprio quest’anno festeggiamo i 20 anni con un programma che vede tra i suoi protagonisti Jah Shaka, David Rodigan e Daddy Freddy, Mala di Digital Mystikz, Congos e Abyssinians, Busy Signal, Zion Train, Israel Vibration e molti altri. Mixology è, al cospetto, una creatura ancora giovane. Esiste, sotto questo nome, da 6 anni ma nasce dall’esperienza di Mi, Myself & I e Borderline che erano trasmissioni nelle quali ancora cercavo di mettere a fuoco il nucleo del mio suono. La formula giusta l’ho trovata nel sottotitolo, “from dub to club”, nel quale provo a sintetizzare una ricerca sonora che parte dalle radici analogiche delle prime sperimentazioni dub (a buona ragione considerate le prove generali per la nascita della musica elettronica) e arriva alle più recenti elaborazioni digitali. Il mezzo privilegiato per questi lunghi tragitti è la linea di basso. Per quanto riguarda la crescita dei due progetti penso di poter essere soddisfatto constatando come sul palco della Flog siano passati i principali nomi della scena reggae e dub internazionale, facendo diventare la Vibranite uno dei punti di riferimento della black music in Italia, e come Mixology stia confermandosi un laboratorio, molto seguito, nel quale provo a raccontare tutto quello di interessante che si muove “from dub to club” con le parole e i suoni dei moovers fondamentali. I dati di ascolto Fm sono in costante crescita e l’omonimo canale su Mixcloud riserva enormi soddisfazioni portando la trasmissione anche molto lontano.
Non per metterti in imbarazzo su chi citare o meno ma che mi dici della scena “elettronica” fiorentina? C’è un ritmo prediletto?
La mappa sonora di Firenze è in costante aggiornamento. La scena vive un incredibile fermento che si traduce in molte produzioni discografiche di qualità, un fitto calendario di eventi nei quali i molti producer e dj locali aprono i set di importanti artisti internazionali, una buona rete di club e festival che promuovono la musica elettronica avanzata, diverse ottime trasmissioni radio. Difficile individuare un ritmo protagonista ma mi sento di dire che tutti quei generi di suono che prediligono i beat e le basse frequenze, quella che qualcuno chiama la Bass Music, sono ottimamente rappresentati in città. C’è il fronte Wonky nel quale infilerei, oltre ai riconosciuti iniziatori Ether, anche Digi G’Alessio, Atzeni, Johnny Boy, Colossius e il resto della banda di Overknights; c’è la scena Dubstep trainata da Numa Crew che è ormai riconosciuta a livello internazionale e spesso si trova in combutta con la Bass Squad dalla quale emerge il talento cristallino di Ckrono, lanciato anche dalla Mad Decent con i suoi ritmi Moombathon; c’è il meltin’ pot sonoro da diggers di Ragnampiza che è un blog, una trasmissione radio e un collettivo di dj. Insomma: Firenze suona proprio bene.
Per finire ci dici due parole sull’artwork?
È un piccolo capolavoro realizzato appositamente per il mixtape da un grande artista, Massimo Pasca. Molti di voi lo conosceranno come Papa Massi, cantante dei Working Vibes e storico mc salentino di stanza a Pisa, altri come ottimo pittore e street artist. Io l’ho conosciuto perché un sacco di belle ragazze mi fermavano in continuazione ai concerti reggae e mi ripetevano “Mi saluti Cisco?” (l’altro cantante, quello bello, della band). Io rispondevo “Sì, certo… ma non è che io lo veda tutti i giorni”. Le signorine se ne andavano indispettite. Per un sacco di tempo non capivo quella strana ricorrenza poi ne ho dedotto la ragione: io e Massimo siamo bassi uguale, abbiamo entrambi la barba, una buona collezione di cappelli e siamo nati a pochi chilometri di distanza. Insomma ci somigliamo moltissimo. Da quel momento abbiamo condiviso un sacco di emozioni, avventure e progetti, l’ultimo dei quali si chiama “Beat & Pennelli” ed è una performance nella quale io mixo musica da ispirazione mistica e lui dipinge di getto: una specie di flusso per puntine e pennarelli. Io sono più bello ma lui è più bravo. Scherzi a parte fate un salto dalle parti di www.massimopasca.it e scoprirete un grande artista. Se osservate con attenzione la copertina ci troverete disseminati molti segni che risulteranno familiari agli appassionati di storici vinili reggae e dub. C’è il Godzilla col microfono che rimanda a storici album di Lee ‘Scratch’ Perry; c’è King Tubby al mixer con in bocca una sigaretta remixata e in testa la corona che vola; ci sono i subwoofer che pompano e mi sa che, da qualche parte, c’è anche la mia faccia con gli occhialoni da nerd…
TRACKLIST
01. Lee Scratch Perry & Adrian Sherwood – His master’s voice (Dubsetter version) (On-U Sound)
02. Lee Perry Vs The Moody Boyz – God Smailed (On-U Sound)
03. Lee Perry with Samin Farah Vs Kode9 – Yellow Tongue (On-U Sound)
04. Lee Perry – Exercising (Horsepower Rmx) (Tempa)
05. Guido – Korg Back (Scientist Dub) (Tectonic)
06. RSD – After All Dub (Scientist Version) (Tectonic)
07. King Tubbys meets Scientist – Coming home in dub (Burning Sound)
08. Easy Star All Stars – Brain Damage (Adrian Sherwood & Jazzwad Rmx) (Easy Star Records)
09. King Tubbys – Locks of dub (Black & White)
10. Scientist – Never Trouble Dub (Jamaican Recordings)
11. Dubmatix – Deep Dark Dub (Echo Beach)

Amazing MixTape! I like too Much’2. Big Man-
Artur Spinart
18 marzo 2011 alle 1:51 pm
Succoso!
Aldo The Red Cat
18 marzo 2011 alle 2:39 pm
Ricchissimo e pieno di groove. Complimenti, avete unito il dub in tutte le sue declinazioni. Una gioia per le orecchie e per l’anima.
groovenauti
19 marzo 2011 alle 12:27 am
Merito esclusivo di Andrea. I complimenti vanno a lui.
Grazie a tutti per il supporto!
blaluca
19 marzo 2011 alle 7:07 am
mix figo!!
filippo papetti
19 marzo 2011 alle 12:49 pm
grazie a massimo per la bellissima copertina, a luca per l’opportunità e a tutti per i commenti
andrea mi
21 marzo 2011 alle 10:33 am
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12 novembre 2011 alle 2:47 pm