Blaluca

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[Night Skinny: intervista]

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Dopo quella a Dj Myke (vedi qui) ecco la seconda intervista uscita sabato scorso su Alias del Manifesto (anno 13 – N. 13) all’interno del mio articolo sui produttori hip hop italiani. A parlare è Night Skinny anche conosciuto come Cee Mass, vero nome Luca Pace, trapiantato a Milano da Termoli. Su Rumore ho dato al suo esordio, Metropolis Stepson (Relief), 9 perché si tratta di un album che entra di diritto nella top ten dell’hip hop italiano di tutti i tempi. Hip hop underground d’autore, atmosfere oscure a tratti apocalittiche solcate dal rap, tra gli altri, di Esa, Lugi, Antipop Consortium, Vordul Mega, Lord Bean, Dre Love, Op’Rot (vedi il videoclip di Duorm, qui), Mastino e Tormento. Qui di seguito la versione integrale dell’intervista realizzata nel suo Eden Garden studio in zona Naviglio Grande a Milano.

Nisht Skinny (© Davide Bernardi – http://www.davidebernardi.it)

Come hai scelto gli Mc che figurano in Metropolis Stepson?
Ho coinvolto solo amici, avrei voluto coinvolgere anche gente che non conosco ma servivano soldi che non avevo e che mi avrebbero chiesto anche perché questo è un esordio. Per ogni mc coinvolto ho fatto un discorso mirato. Non riciclo mai una base perché non produco tantissimo e, può sembrare strano, ma non mi è stato mai bocciato un brano che ho proposto; al limite lo boccio io a priori.
Metti mai bocca sui testi dei rapper con cui collabori o, chessò, dici la tua sulla metrica?
Mi capita di dire la mia sulle chiusure metriche, sulla convinzione quando rappi, ma sui testi mai. Collaboro con persone che conosco e stimo, con cui condivido lo stile di vita dunque è venuto fuori un album super cosciente e senza scimmiottamenti. Io e la stragrande maggioranza dei miei amici non viviamo Milano, o più in generale l’Italia, con l’esigenza di comprarsi una busta di coca tutti i giorni, restarci sotto e raccontare quella cosa. La nostra è un’altra storia.
Mai provato a rappare?
Mai, penso di essere proprio negato. Il mio approccio con l’hip hop è lo studio di registrazione: nasco come tecnico del suono, poi ho fatto il dj e ho sempre comprato parecchi dischi. Sono arrivato a Milano da un paese di ventimila abitanti e, anche se sono un “nerd”, qui ho trovato il posto giusto dove stabilire una serie infinita di rapporti. Vivo in questa zona (Naviglio Grande, ndr) storicamente piena di studi di registrazione – Massive Arts, Officine Meccaniche, una volta anche il Jungle Sound – e non potrei fare le stesse cose in un’altra città. Prima di lavorare da solo ho fatto varie esperienze come assistente di studio, anche per dischi di cantautori, e ultimamente invece mi è capitato di trovarmi a lavorare su un brano di Alessandra Amoroso, la ragazza che ha vinto Amici: la canzone prodotta da Emiliano Pepe e scritta da La Pina, Che peccato. Tramite Tayone poi ho prima collaborato con Neffa e ora sto remixando un pezzo dei Linea 77. Sono abbastanza aperto (devo pagare l’affitto d’altronde); non proprio a tutti, eh: i ragazzini senza arte né parte, no, anche se vengono qui coi soldi.
E come concili la tua attitudine underground con il lavoro per Amici?
Per loro mixo e arrangio qualcosa: c’è chi fa il postino per pagarsi la musica, io sovvenziono la mia musica con la musica di altri. Ma non è un grande investimento: questa gente ti taglia le gambe! Arrivano con la pappa pronta, registrata male nonostante l’alto investimento economico, e alla fine ci si può lavorare ben poco. Non c’è cultura musicale in Italia e la gerontocrazia è ancora in vigore; senza contare che per questi lavori non ti danno neanche i punti S.I.A.E., ma questo è un altro discorso.
Si dice che la qualità delle produzioni underground dica qualcosa anche sullo stato di salute del mainstream. Si può sostenere per l’Italia di oggi?
Sposterei il discorso su un altro aspetto. Non vedo più l’interesse di qualche anno fa da parte delle major, anzi chi si è autoprodotto un disco dopo un’esperienza con una major dice che ora vende di più. La crisi è forte. Oggi vendere mille copie è un successo. Aggiungo che il mio disco è autoprodotto ma ho il vantaggio di avere uno studio, se no non so come sarebbe andata.
Cosa condividi con Dj Myke (a parte la presenza di Back 2 NY su entrambi i vostri album)?
È un amico. Rispetto a me ha un’attitudine molto più rock: batterie vere, suoni dark, synth scuri… Su Back 2 NY mi ci sono messo appena tornato da New York, lavorando a distanza con Myke. Poi abbiamo collaborato anche per la title track, Metropolis Stepson. Abbiamo la stessa passione maniacale: se gli mando un arrangiamento via mail a mezzanotte, all’una me lo rimanda coi suoi interventi. Infine condividiamo un po’ di rabbia nei confronti di tanta musica che c’è in giro.
In Italia quali altri produttori hip hop stanno battendo vie secondo te interessanti?
Tayone pur facendo da tempo il dj ha cominciato a produrre da appena un anno e mezzo; devo fargli i complimenti per il suo nuovo progetto con Clementino e Paura, Videomind. Poi mi piace molto il filone underground fiorentino: Ether, Biga, Manuele Atzeni ecc… A Milano DonJoe e Deleterio invece li trovo molto preparati, hanno un loro suono, cosa che non è affatto semplice in Italia. E infine direi Dj Shablo. Per citare i più originali.
Pensi che il tuo disco possa guadagnarsi anche attenzioni dall’estero?
Stamperò presto un 45 giri in edizioni limitata, 300 copie per il mercato newyorkese: da un lato il pezzo con gli Antipop Consortium, dall’altro quello con Vordul Mega dei Cannibal Ox. Questo sarà il mio messaggio all’estero.
Per finire ti faccio due nomi di progetti hip hop italiani che, per atmosfere, Metropolis Stepson mi ha ricordato: Melma e Merda, Maserio.
Sono due dischi a cui sono molto legato. Melma e Merda è la semplicità delle produzioni con delle rime accattivanti; un progetto sia classico sia sperimentale che ha segnato la fine di un’epoca. A Maserio invece mi sono ispirato molto, lo metto tra i miei venti dischi italiani preferiti.

Una Risposta

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  1. [...] Il mix e il master sono a cura di TNS, ovvero Luca Pace, ai più noto come The Night Skinny (questa l’intervista che mi ha rilasciato un paio di anni [...]


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