Blaluca

Musica, cinema e altre culture. Non sempre e solo dalla scrivania.

[Post porno]

con 7 commenti

A Barcellona c’è una vera e propria scena porno alternativa. Ne avevo già parlato qui, ai tempi dell’uscita spagnola di Porno para mujeres, il libro di Erika Lust. Ora, grazie a María Llopis, che mi ha concesso un’intervista, parlo di post porno, una controcultura – c’è chi dice un movimento artistico – che non necessariamente mette in scena del sesso. C’è vita oltre il porno.

María Llopis (© Daniel Santacatalina)

María Llopis (© Daniel Santacatalina)

“Il post porno è cresciuto e si è sviluppato grazie a internet”, mi rivela a Barcellona María Llopis (1975), tra le pioniere di questa controcultura esplicita e radicale. Cos’è il post porno? Non si trova risposta né spulciando youtube, dove un video post porno viene rimosso in poche ore, né su youporn, sito simbolo della pornografia convenzionale; ma le presenze in rete sono numerose e non si tratta solo di video. Una rappresentazione post porno? La Llopis mi segnala il sito di Diana J. Torres, pornoterrorismo.com, “un progetto – dice – di prostituzione alternativa”. Ma il concetto non è ancora chiaro. Il post porno, per dirla con Annie Sprinkle – che ha reso noto il termine – , “è porno sperimentale o alternativo e si è imposto poco a poco come uno spazio per la sovversione delle categorie di genere (o gender, ndr) e la ridefinizione delle sessualità”. Non a caso la visione della sessualità di María Llopis va oltre “cliché e categorizzazioni sessuali: una sessualità che unisce il piacere fisico alla politica, a tutto ciò che riguarda la società in cui viviamo; e che non categorizzi i comportamenti a seconda di cosa hai in mezzo alle gambe”. A Barcellona – cuore europeo di questa controcultura, davanti a Berlino – c’è già però chi sta vendendo l’anima del movimento: la film-maker svedese Erika Lust recentemente ha pubblicato una guida alternativa al porno, “Porno para mujeres” (“Porno per donne”), criticata con decisione dalla Llopis anche perché lanciata come libro-manifesto del porno femminista.
Si può parlare di una scena porno femminista a Barcellona?
Esiste una scena post porno, composta per lo più da donne. Femminista? Non nell’accezione classica della parola; potremmo definirla post-femminista perché a lottare non sono più le donne bianche delle classi medio-alte; ora ci sono anche i queer: trans, gay, lesbiche… Ho visto un documentario in cui una signora che ha vissuto il maggio ’68 diceva di non aver lottato per la sessualità che c’è ora. La visione della sessualità della donna che oggi offre la società deve essere multi-orgasmica o super aggressiva, se no non sei cool; in questo non vedo niente di rivoluzionario.
Come definisci il post porno?
Un movimento politico e per quel che mi riguarda la conclusione visiva, per immagini, tramite performance, sotto forma di testo o qualsiasi altro formato, delle lotte femministe e queer degli ultimi anni e delle lotte politiche radicali sviluppatesi intorno al corpo, al genere, alla costruzione di una nuova concezione della sessualità. Si vuole costruire un linguaggio differente, a volte anche metaporno; è pornografia ma non come la intendiamo classicamente, può assumere varie forme: performance, atelier, blog, progetti artistici, video, cortometraggi o lungometraggi in pellicola ecc…
Cosa pensi dell’etichetta “Porno para mujeres”, impostasi anche grazie al libro di Erika Lust?
È un’etichetta usata dai media che semplifica e banalizza il movimento: come se ci fosse bisogno di un prodotto pornografico specifico per le donne e come se queste avessero una sessualità definita e differente da quella degli uomini. Sono decisamente contraria all’uso di questa espressione. Il post porno include tutti i tipi di sessualità, non è affatto un movimento di donne per donne. Non ho niente contro i film della Lust, ma contesto la sua posizione teorica e politica: lei rivendica l’etichetta “porno per donne”, e grazie a questa, che ha molta presa sulla stampa, è diventata nota, almeno qui a Barcellona. Col discorso che fa nel suo libro si passa dalla padella alla brace: generalizza e categorizza la sessualità delle donne nello stesso modo della pornografia convenzionale. Per esempio dice che nel porno convenzionale le donne indossano i tacchi a spillo anche a letto mentre nel “porno per donne” indossano jeans e top: è questo che sta rivendicando? E lo chiama femminismo?

María Llopis durante una conferenza a Valencia (2008)

María Llopis durante una conferenza a Valencia (2008)

In cosa consiste il tuo lavoro?
Video, cortometraggi, performance, VJing, ma soprattutto atelier su pornografia e femminismo nonché conferenze sul post porno nelle università e nei centri d’arte, nei festival di cultura femminista o di pornografia alternativa, fino ai centri sociali. Ora sto anche scrivendo un libro (per Melusina, lo stesso editore che ha pubblicato il libro della Lust, ndr): una riflessione su cos’è il post porno, come può definirsi e cosa ne fa parte. Ma non sono una teorica, la riflessione si sviluppa sulle mie esperienze degli ultimi anni quindi si tratta di un lavoro abbastanza personale.
E per arrivare al post porno sei passata dal porno classico?
Non credere che sia una gran conoscitrice di pornografia mainstream, anzi proprio non m’interessa. Mi piace molto Belladonna, che è inserita nella pornografia mainstream ma è radicalmente femminista. Nient’altro.
Hai parlato molto di categorizzazioni: l’etichetta post porno non ti infastidisce?
No, affatto, mi sento molto a mio agio con questa etichetta.

7 Risposte

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  1. All’epoca in cui ho redatto l’articolo ancora non sapevo della traduzione in italiano del libro di Erika Lust, “Porno para mujeres”. Poi ci ha pensato Pink Books, un progetto delle Edizioni Lightbox: http://www.pinkbooks.it/porn-book/

    blaluca

    16 ottobre 2009 alle 6:43 pm

  2. [...] porno femminista (rivelatosi più di facciata che di sostanza) e poi, soprattutto, del movimento post-porno. Nessuna tendenza dell’ultim’ora, anzi. E anche grazie alla lettura del libro e [...]

  3. [...] tradotto in italiano da Pink Books col titolo Per Lei), proseguita con la scoperta del movimento post porno e ora alimentata da Devora Ran. Un’altra volta il sesso viaggia a braccetto con l’attributo [...]

  4. [...] un commento » Ho parlato di “porno para mujeres” (qui) e di ‘post porno’ (qui). Ecco ora qualche riflessione sul porno convenzionale. Che vive una crisi sempre più profonda, [...]

    [CLASSIC PORNO] « Blaluca

    24 giugno 2010 alle 2:30 am

  5. [...] – pioniera del movimento post porno barcellonese che ho intervistato nella primavera 2009, qui – aveva segnalato sul suo sito un’interessante e breve storia della musica dei film [...]

  6. [...] da Pink Books col titolo Per Lei), la chiacchierata e, specie a Barcellona, criticata (si veda qui e qui) guida al porno alternativo e politicamente corretto nei riguardi delle donne, il prossimo 3 [...]


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