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[PREVIEW: LOS ABRAZOS ROTOS]

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Il seguente articolo è uscito giovedì 19 Marzo 2009 su Il Riformista, p.20 Anno XIV N.66

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L’attesa, o meglio ancora l’aspettativa creata dalla stampa spagnola attorno a Los abrazos rotos, nuovo film di Pedro Almodóvar, uscito ieri in Spagna, era dovuta; ma non solo per celebrare il 17° film del regista manchego. La protagonista, Penélope Cruz si è ripresentata per la prima volta di fronte al suo pubblico dopo aver ottenuto il riconoscimento più prestigioso: è lei la prima attrice spagnola ad aver vinto un Oscar. Il problema è il film con cui l’ha vinto: Vicky Cristina Barcellona, di Woody Allen; botteghino a parte, la Spagna non l’ha amato. Lo conferma un sondaggio del quotidiano catalano La Vanguardia: alla domanda «Le è piaciuto?» il 66% degli spettatori ha risposto «No». Ma in questo caso, si suppone, hanno influito le approssimazioni del regista americano sulla cultura catalana. Quando il madrileno Jonás Trueba però, sia cineasta sia critico, su El Mundo lo ha definito «senza dubbio il peggior film della carriera di Allen», allineando così i pareri delle due città rivali, il cerchio si è chiuso. Insomma ci voleva un altro film per avallare senza ombre l’Oscar alla Cruz, e ieri finalmente è uscito Los abrazos rotos, il film più costoso di Almodóvar (12 milioni di euro) e quello per cui ha impiegato più settimane di riprese, ben 15. Si tratta di un dramma tinto di noir. Al centro della vicenda un regista cinematografico non vedente – ben interpretato da Lluís Homar – che si riconcilia col proprio passato – e curiosamente, ma più sulla carta che altro, torna in ballo Woody Allen con la sua commedia del 2002, Hollywood Ending, in cui un famoso regista combatte con un’improvvisa cecità. Il peso del passato è un classico dei film di Almodóvar e da lì, proprio dal passato, piomba nella storia Penélope Cruz – Lena nel film. La neo vincitrice dell’Oscar incarna una sorta di dark lady, ma moderata, senza mai spingersi al fondo; e il gioco tra messa in scena e realtà, inevitabile quando il cinema finisce nel cinema, non giustifica questa timidezza. Al contrario José Luis Gómez, ossia Ernesto Martel, un imprenditore a cui Lena, nonostante la grande differenza d’età, si lega, più per riconoscenza che per altro, è inappuntabile: la sua faccia d’altri tempi, una recitazione rigorosa e l’accortezza di Almodóvar nell’utilizzo di certe figure classiche del noir (la scala hitchcockiana della villa) nelle scene in cui figura, lo fanno spiccare. Il problema è proprio che la Cruz non convince. Forse in Vicky Cristina Barcellona spicca perché il film è modesto e perché le sue colleghe concorrenti – Scarlett Johansson, classe 1984, e Rebecca Hall, 1982 – hanno sulle spalle meno anni di esperienza? Almodóvar ha definito Los abrazos rotos un noir, tour court. Nella conferenza stampa italiana per il lancio de La mala educación (2004) aveva dichiarato «Il film è un noir, e per definizione il noir si occupa degli aspetti oscuri dell’animo umano». Le ombre dei personaggi messi in scena da Lluís Homar, José Luis Gómez, così come da Blanca Portillo (già con Almodóvar nel suo film precedente, Volver), costituiscono l’anima del film, ma la Cruz appare sacrificata, annunciata come protagonista ma poi relegata a un personaggio che fa sì da collante, ma per più versi, resta minore. Torna in ballo l’aspettativa ma con un Oscar così ravvicinato e la crisi del cinema spagnolo, era prevedibile. Solo nel 2007 la Spagna ha perso 5 milioni di spettatori nelle sale: questo dicono i dati dell’Icaa, l’Istituto di Cinematografia delle Arti Audiovisive, che nel 2008 ha stanziato quasi 68 milioni di euro per risollevare le sorti del grande schermo iberico. Quest’anno siamo alla resa dei conti e oltre a Los abrazos rotos a breve uscirà anche il quinto lungometraggio di Alejandro Amenábar (1972) – già premio oscar nel 2005 per Mare dentro -, Ágora, un vero e proprio colossal il cui trailer campeggiava sul grande schermo proprio prima della proiezione del film di Almodóvar (a questo punto non a caso). Il 17° film di Pedro Almodóvar magari sarà ricordato più che per l’interpretazione della Cruz, per il simpatico omaggio a Donne sull’orlo di una crisi di nervi - perché a un certo punto Almodóvar fa girare al regista non vedente – che non è il suo alter ego, ha dichiarato – un Almodóvar (auto)ironico e pop come ai vecchi tempi. Altra variabile però la può giocare l’imminente Festival di Cannes: chissà che Los abrazos rotos non trovi gloria sulla Croisette. Al momento dell’uscita italiana, prevista per il prossimo ottobre, già si avranno più dati sull’esito del film. Per ora chi scrive ha registrato appena 25 spettatori al primo spettacolo del tanto pompato primo giorno di programmazione. Ok, siamo a Barcellona, e il manchego Almodóvar, si sa, è madrileno d’adozione. Certo è che, sempre (e solo) qui a Barcellona, il settembre scorso, Woody Allen nel primo week-end ha raggiunto quota 109.000 spettatori; e nel resto della Spagna, negli stessi tre giorni, ben 351.000 hanno visto la sua commedia. Ecco, Los abrazos rotos è un noir invece, o almeno così l’hanno lanciato: forse la gente in tempi di crisi (non solo del cinema) non ha voglia di avere a che fare con «gli aspetti oscuri dell’animo umano»? Non è detto; forse, più semplicemente, gli americani con le aspettative ci sanno fare meglio.

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Written by blaluca

31 marzo 2009 a 1:23 am

Una Risposta

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  1. [...] lascia un commento » [Ho pubblicato il seguente articolo su Vivilcinema Numero 3 (maggio-giugno 2009) col titolo 'Ombre di nero' all'interno dello Speciale Festival di Cannes 2009 (Vivilcinema è il Bimestrale d'informazione cinematografica edito dalla FICE, Federazione Italiana Cinema d'Essai). Lo pubblico su Blaluca in occasione dell'imminente usicta italiana, questo venerdì 13 novembre, del nuovo film di Pedro Almodóvar 'Gli abbracci spezzati' ('Los abrazos rotos'). Al tempo dell'articolo, pubblicato mentre l'ultima edizione del Festival di Cannes era in pieno svoglimento, come leggerete, l'uscita del film era prevista per i primi di Ottobre. Su Blaluca avevo già parlato de 'Gli abbracci spezzati', qui] [...]


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